CONCORSO PER RACCONTI BREVI
(massimo 12.000 battute)
 
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Prima di partecipare leggi il Regolamento.
 
Per iscriverti compila il Modulo oppure inserisci nella mail i tuoi dati: Titolo del Racconto, Nome e Cognome, Data di nascita, Indirizzo e Comune di residenza, Telefono, E-mail.
Il tempo ultimo per l'iscrizione è fissato al 30 Aprile 2021
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E-mail: agenzia@mdceditoria.com
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Sappiamo che tra gli scrittori va di moda pensare che i concorsi a pagamento siano truccati oppure che siano fatti per "arricchire" gli organizzatori. Noi non sappiamo confermare o confutare questa opinione collettiva, però sappiamo dirvi perché vi faremo pagare!
Con un gettone d'entrata di 7 euro...
 
1) nessuno invierà un racconto impresentabile (un testo sgrammaticato e illeggibile).
2) per fare un bonifico bisogna usare nome e cognome (non ci saranno troll o doppi partecipanti). Lo pseudonimo è comunque consentito.
3) si mette una soglia di sbarramento: soltanto chi ritiene di avere tra le mani un buon racconto sarà disposto a pagare il costo dell'iscrizione (si alza la qualità del concorso).
 
Già questi tre motivi sono più che sufficienti, perché permettono di risparmiare tempo, risorse ed energie, e si evitano tutti quelli che ci provano "tanto per provarci", personaggi che spesso sono cinici, negativi e maleducati... che neanche leggono il bando del concorso.
 
Ma ci sono altre motivazioni:
4) i concorsi hanno un costo di gestione, l'organizzazione non è for free, e non si lavora mai gratis. (Sarebbe ora che i datori di lavoro e chiunque, interno o esterno al mondo del lavoro, rispetti questa regola: non-si-lavora-mai-gratuitamente! Neanche lo stage, ma per noi neanche il beta reader deve lavorare gratis). 
 
5) i vincitori del concorso, oltre ad un editing accurato, ottengono anche un premio in denaro (come si fa a vincere del denaro se nessuno mette 1 euro?)
 
6) ogni racconto pubblicato sarà accompagnato anche da un'illustrazione (l'illustratore ha delle tariffe, non è un nostro schiavo!)
 
7) faremo uscire una rivista semestrale che invieremo ad ogni partecipante (tutto compreso nel costo d'iscrizione).
 
A conti fatti il prezzo è troppo basso, i servizi offerti sono eccessivi, ma per ora lasceremo 7€, in futuro vedremo.
Per rispondere al dubbio sugli inciuci ("vincono solo i raccomandati" "hanno già un vincitore, è inutile partecipare") vi daremo il criterio che userà la nostra giuria per far vincere un racconto; alla fine del torneo potrete usarlo anche voi per verificare se è stato rispettato.
 
I racconti a cui noi vogliamo dare spazio e attenzioni sono quelli che provocano una qualunque reazione corporea. Quando la penna riesce a provocare una reazione fisica, lo scrittore ha avuto successo.
Che sia una lacrimuccia, una risata, un'erezione incontrollata, uno shock improvviso, un urlo, un wow gridato ad alta voce, un brivido che percorre la spina dorsale o una piccolissima sensazione di benessere che fa vibrare il cranio. Ogni reazione fisica provocata dalla penna, merita di vincere. E' il testo scritto che si materializza, è l'astratto che diventa reale e interagisce con un soggetto fisico.
La novità di questo concorso è proprio il suo carattere pratico, ed è per questo motivo che abbiamo deciso di chiamarlo: Racconti a Realtà Virtuale Aumentata.
Dopo aver spulciato diversi blog e siti che gestiscono concorsi di racconti, abbiamo notato che i testi dei vincitori hanno un guizzo, una conclusione simpatica, uno stile corretto, però gli manca qualcosa, spesso sono storie che "non colpiscono", evocano immagini vivide e lasciano sensazioni positive, quindi hanno indubbi meriti, però c'è tanta tecnica e poca incisività.
Se volete vivere in prima persona delle "sensazioni fisiche", allora siete nel posto giusto. Altrimenti potete cercare altri concorsi che possano premiare il vostro stile di scrittura.
Per fare un esempio pratico leggete questo racconto.
Non è politicamente corretto: ci sono affermazioni volgari.
Non è tecnicamente corretto: le varie storie sono slegate tra loro.
Non ha un linguaggio appropriato: troppe parolacce, alcune sembrano gratuite, dettate dall'ego dello scrittore.
Eppure la parte finale fa vibrare, la penna arriva alla spina dorsale. Tutta quella premessa inutile, volgare e apparentemente scollegata, in realtà serve per poi creare quella conclusione emotiva che arriva al "corpo" del lettore.
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