Recensioni

FIUTANDO IL VENTO
Autore: Maria Elisa Aloisi
 
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Tra miti e megaliti: un dj della narrativa fantasy 

Voto: 8

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Riuscite a vedere la Contessa dei Venti?
No?
Allora leggete il libro e poi guardate di nuovo questa foto
Dalla copertina pensavo a una storiella di una ragazzina idiota e un cane scemo, una storia smielata fino all’inverosimile. Poi ho letto il libro e ho capito che l’editore o era ubriaco fradicio, oppure doveva essere così tirchio che ha preso la prima foto a caso che ha trovato su google immagini. 

La storia è incentrata su una reliquia antichissima - nascosta da un alchimista nei pressi dell’Etna - che al suo interno cela un potere immenso: quello di evocare i morti (chi la possiede può evocare i propri antenati di sangue). Per poter trovare questa reliquia i protagonisti dovranno decifrare indizi e risolvere indovinelli rimasti sepolti da oltre 700 anni, misteri che hanno le loro radici nella Catania del 1300 e che in qualche modo sono legati agli antenati dei protagonisti... 

Ok, tra i personaggi ci sono anche due cani, che aiuteranno nella ricerca, ma come si può capire la storia parla di tutt’altro. La trama del libro e l’immagine di copertina stanno insieme come il succo d'ananas con i broccoli. Non c’entrano niente!  

Devo dire che Fiutando il vento è stata una vera sorpresa, non leggevo un romanzo così originale da un sacco di tempo. La fantasia dell’autrice, unita alla sua capacità di gestire i dettagli e di dosarli nel modo giusto durante il corso della storia, usando uno stile chiaro e scorrevole, mi ha davvero impressionato. Sono soddisfatto! (una volta chiuso il libro la Sicilia mi è rimasta nella testa per giorni, è come aver mangiato un ottimo piatto). 

La fantasia è sicuramente il punto di forza di questo romanzo: si va dalla licantropia alla magia, dai templari all’inquisizione, dall’astrologia alla meteorologia, dalla superstizione alla mitologia. L’autrice è stata geniale nel mischiare tanti elementi diversi creando una struttura narrativa omogenea. Quando si dà uniformità alla diversità il successo è garantito. 

Complimenti! 

TRANSIBERIANA
Autore: Denise Jane
 
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Transsibirskaja: una comicità disarmante
Voto: 7 e "mezzo"
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Da Parigi a Yekaterinburg (Siberia)

La scaltrezza di Focus, l’eleganza di Entrapment, l’umorismo di Ocean’s Twelve, questi sono i richiami visivi di un romanzo dinamico, umoristico, pieno di colpi di scena, dove il mascheramento e l’illusione sono al servizio della curiosità. Un viaggio che parte dalla Berlino nazista e arriva fino alla Siberia bolscevica: tra inseguimenti, spionaggio, documenti segreti e un tesoro da riconsegnare all’ultimo Zar ancora in vita. Un romanzo divertente in cui il filo conduttore è la disarmante ingenuità di mademoiselle Elise Cunning (non fate battute sul cognome inglese), una ragazza spensierata nei confronti del mondo e della vita che verrà costantemente ingannata da un ladro gentiluomo: Richard Leroy.

Ma non c'è solo comicità. Il romanzo è ambientato nel 1935, periodo in cui si preparavano le due dittature più temibili della recente storia mondiale. Ecco un esempio:

"La guerra era brutta, e gli europei lo sapevano bene. Lo sapevano da secoli, e per secoli avevano continuato a combattere: per successioni, per delle terre, per una religione, per vendetta, perché sì. Gli europei avevano la pelle – e la testa – dura, ed erano molto bravi a far finta di dimenticare. Ma questa volta era diverso. Era come se persino nell’aria che si respirava ci fosse un qualche cosa di greve, di soffocante, di angoscioso. Avevano importato il charleston dagli Stati Uniti e avevano imparato a ballarlo, per non farci caso. Ma non era bastato. Gli artisti avevano abbandonato i loro sogni macchiati di luce e avevano cominciato a dipingere la realtà come la vedevano loro: di colori acidi e forme inquietanti".

Si ironizza su Mussolini, il re degli spifferi e sull'impomatato Adolf Hitler:

"All’interno dell’edificio pendevano degli enormi drappi rossi col simbolo della svastica, e in fondo alla grande sala campeggiava la gigantografia di un uomo in uniforme con i baffetti e i capelli impomatati. Di sicuro, rispetto alle banche francesi, questa era decisamente più di cattivo gusto, con tutte quelle aquile dalle ali spiegate e l’aria truce che scrutavano dall’alto."

 

Ma c'è anche profondità e introspezione:

"Era rimasta sola molte altre volte nella sua vita, ma non si era mai sentita sola. Era rimasta sola quando suo padre se n’era andato, sola quando Leroy l’aveva lasciata in Francia, sola quando era morto suo marito, ma ogni volta prima di allora aveva sempre sentito che per lei ci sarebbe stato qualcosa di nuovo in cui sperare, un altro posto dove andare dopo, anche se non sapeva quale.

Ora le sembrava che non ci fossero più altri posti al mondo all’infuori di quello in cui si trovava, che non ci fossero altre personae al mondo oltre a quelle che aveva perduto per strada.

Non era sola perché non c’era nessuno con lei. Era sola perché, per la prima volta, i suoi sogni erano deserti."

 

Insomma, se cercate un'avventura divertente ma profonda, e vi piacciono i film con furti rocamboleschi e la Gestapo alle spalle, allora ve lo consigliamo, passerete un pomeriggio spensierato.